Adempimento collaborativo, le nuove regole sbloccano le adesioni

CONDIVIDI SUI SOCIAL

12 Gennaio 2026, di Redazione PMI.it – PMI.it

Non è solo una crescita numerica. L’aumento delle adesioni all’adempimento collaborativo nel 2025 riflette un cambiamento più profondo: le semplificazioni introdotte dalla riforma fiscale hanno reso questo strumento più accessibile e meno oneroso per le grandi imprese.

Nel 2025 è cresciuto l’interesse delle imprese per l’adempimento collaborativo, lo strumento fiscale che consente un dialogo preventivo con l’Amministrazione finanziaria per ridurre il rischio di contenzioso. Secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, sono state 78 le nuove aziende ammesse nel corso dell’anno, un numero sensibilmente superiore a quello registrato negli esercizi precedenti.

L’incremento è legato anche alle semplificazioni procedurali introdotte dal decreto legislativo 192/2025, che ha reso più agevole l’accesso al regime, e alle attività di informazione promosse dall’Amministrazione finanziaria, che nel 2024 ha avviato un roadshow nelle principali città italiane per illustrare funzionamento e vantaggi dell’istituto.

Le nuove adesioni nel 2025

Con le 78 nuove ammissioni, il numero complessivo delle imprese che partecipano alla cooperative compliance sale da 143 a 221. Il confronto con gli anni precedenti evidenzia una crescita significativa: nel 2023 le nuove adesioni erano state 14, salite a 31 nel 2024.

Le imprese aderenti appartengono ad alcuni dei principali settori dell’economia nazionale, tra cui alimentare, automotive, moda, energia, utilities e trasporti, e rappresentano complessivamente oltre 49 miliardi di euro di imponibile.

Le semplificazioni della riforma fiscale che sbloccano l’accesso

La spinta alle nuove adesioni è legata alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 192/2025, che hanno reso più lineare l’ammissione al regime e ridotto gli attriti procedurali per alcune imprese già in istruttoria.

In presenza degli altri requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla normativa, l’Amministrazione finanziaria può ora procedere all’ammissione al regime di adempimento collaborativo anche in assenza della certificazione del sistema di gestione e controllo del rischio fiscale.

La semplificazione riguarda le imprese che avevano presentato domanda nel 2024 e che, una volta ammesse, dovranno comunque ottenere la certificazione entro il 30 settembre 2026, rispettando i requisiti richiesti dal modello di cooperative compliance.

Come funziona l’adempimento collaborativo

L’adempimento collaborativo è stato introdotto dal decreto legislativo 128/2015 ed è rivolto alle imprese dotate di un sistema strutturato di rilevazione, misurazione e gestione del rischio fiscale. Il modello si fonda su un dialogo costante e preventivo con il fisco, finalizzato a individuare in anticipo le potenziali aree di rischio e a ridurre l’incertezza interpretativa.

L’accesso è subordinato al rispetto di soglie dimensionali. Dal 2026 possono aderire i soggetti con un volume d’affari di almeno 500 milioni di euro. A partire dal 2028 la soglia scenderà a 100 milioni di euro, ampliando la platea potenziale a oltre 11.000 imprese.